Silvestre: Cambio del fronte e inclinazione (Scots pine: change front and inclination)

Quando ho acquistato questo bonsai di Silvestre la posizione scelta nel vaso non valorizzava al meglio le sue caratteristiche, ma [ bastato un cambio di inclinazione e qualche tirante per valorizzare il movimento armonioso del vecchio tronco.

Bending Larix’s trunk (Larice: piega sul tronco)

Prima piega sul tronco di Larice. Questo grosso larice yamadori, dopo alcuni anni dalla raccolta, ha sviluppato con vigore una buona ramificazione fine ed è pronto per la sua prima impostazione.

Però come spesso capita negli yamadori ci possono essere dei problemi di struttura che non si adatto alle forme bonsai. In questo caso, per esempio, la parte alta del tronco è totalmente dritta e rigida e contrasta in modo sgradevole col leggero movimento della parte bassa del tronco.
Quindi prima di impostarla è necessario correggere questo difetto del tronco per renderlo armonico e credibile con l’insieme.
Il problema di questi interventi non è tanto la piega, ma creare una piega armonica e non artificiosa che nel corso degli anni deve risultare totalmente naturale, senza che risulti visibile l’intervento dell’uomo. Per eseguirla il tronco è stato svuotato dell’anima legnosa seguendo le fibre del legno.
Dopo la prima piega se ne rende necessaria un’altra per correggere la direzione dell’apice che ora è quasi orizzontale (linea rossa) ma non vedo grossi problemi perché, avendo la metà del diametro del tronco già piegato, sarà più facile alzarlo e riportarlo verso sinistra.

L’apice va alzato e riportato sulla sinistra, curvando la parte dritta evidenziata dalla linea rossa.

Cattura

Vedi la fine della lavorazione (part 2)

Lo spirito del Bonsai tradizionale Giapponese

Questo bellissimo video pubblicato dall’americano Bjorn Bjorholm esprime perfettamente l’atmosfera e le sensazioni che il Bonsai dovrebbe trasmettere a chi lo pratica.
Mi ha fatto tornare alla mente gli insegnamenti del Maestro Ando: “Il Bonsai in Giappone è considerato una disciplina Spirituale, si praticano queste discipline tradizionali per arricchire la propria spiritualità e trovare un benessere interiore. Chi pratica il vero bonsaiDo cerca la bellezza spirituale e la calma interiore, non ha nessun interesse perciò che è appariscente.

Ando durante i corsi citava spesso il suo maestro Hamano Motosuke che diceva: “Il bonsai Va praticato per sé stessi, per goderne per conto proprio, non per andare ai concorsi e vantarsi con gli altri.

Questo è lo spirito del Bonsai tradizionale giapponese legato alla filosofia Zen. Le atmosfere riprese nei dintorni del tempio Buddista sul monte Koya (Koya san) rispecchiano perfettamente lo spirito di questa filosofia che attraverso la percezione dell’armonia della Natura porta alla calma e alla serenità interiore.

Resyling Pino Mugo Kengai

Questo vecchio pino mugo fu impostato per la prima volta negli anni ’90 dal Maestro Suzuki, ora dopo più di vent’anni è arrivato il momento di rimodellarlo.

La pianta negli ultimi anni è stata lasciata libera di vegetare, questo è stato positivo per il suo vigore ma negativo per la vegetazione che è cresciuta principalmente sugli apici dei rami pertanto le gemme apicale si sono molto rinforzate mente quelle interne sempre più in ombra si sono indebolite fino a sparire in molti casi.

La chiamo è troppo folta ed impedisce allo sguardo di vedere il movimento del vecchio tronco e dei rami. La modellatura deve porre rimedio a questi problemi attraverso la pulizia degli aghi e la nuova disposizione dei rami che dovrà consentire uno sviluppo equilibrato di tutte le gemme, oltre a valorizzare e rendere visibile il movimento del tronco.

Un’altra correzione importante da fare è quella dell’inclinazione, ora la chioma è allo stessa livello orizzontale della parte secca sul tronco, per valorizzare la drammaticità dell’ambiente di crescita che ha formato questo tronco e per rendere più dinamico e forte la sensazione della cascata la pianta viene inclinata maggiormente in modo che l’apice sia più in basso rispetto alla parte alta e secca del tronco.

Prima e doopo.

Acero Tridente (Buergerianum)

Una delle caratteristiche essenziali di un bonsai di acero è il piede o nebari, per dare l’impressione di stabilità e di vetustà di un albero secolare è necessario che il piede sia ampio e ben sviluppato in tutte le direzioni.

Una essenza che sviluppo in modo straordinario questa caratteristica è l’acero Buergerianum. In queste foto, prima e dopo la pulizia della corteccia che si desquama naturalmente a seguito dell’ingrossamento, si noto il risultato ottenuto dopo una decina di anni di coltivazione.

Essendo un’essenza molto vigorsa un altro aspetto critico della coltivazione è il controllo dell’ingrossamento dei rami e dell’apice.

Come si vede in questo piccolo esemplare, ritirato da un amatore, è stato necessario eliminare alcuni rami troppo grossi lasciati crescere nella parte alta del tronco, dove i rami devono invece essere sottili.

Anche sulle piante piccole in costruzione la formazione del piede è la prima cosa da fare, il Maestro Ando diceva: “come per costruire una casa si parte dalle fondamenta, per costruire un Bonsai di parte dal piede (nebari).”

Potatura Acero palmato (yamamomiji)

L’acero in Giappone è considerato una essenza femminile per la delicatezza della ramificazione, la corteccia liscia e l’armonia delle forme. Per esprimere questa armonia bisogna controllare attentamente la distribuzione, la posizione e la forma dei rami che devono essere sottili e proporzionati al tronco.

In questo esemplare formato in Giappone è stato necessario correggere alcuni difetti eliminando un ramo che cresceva alla stessa altezza di un altro ed un ramo tozzo e grosso nella parte alta.