Mugo yamadori bunjin-fu

Mugo yamadori bunjin-fu. Dopo alcune stagioni di attecchimento è stato eliminato (trasformandolo in Jin) il ramo grosso e sproporzionato rispetto alla dimensione del tronco. In questo modo è stata migliorata l’armoniosa conicità del tronco.

Paolo ha così sperimentato la tecnica per lavorare il legno secco a strappo rifinendo poi la superficie col bruciatore ed applicando infine il liquido Jin.

Mugo Pine from raw material (part 2)

Dopo aver sgrossato le parti secche a strappo ed a scalpello, vengono rifinite a fresa per creare maggior profondità in alcuni punti.

Utilizzando un bruciatore la superficie del legno viene bruciata per eliminare i segni di lavorazione e conferire un aspetto invecchiato e consumato dal tempo.

Ora si può iniziare a modellare i rami. La parte più difficile su questi materiali è riuscire a conferire curve su rami dritti che devono armonizzarsi con il movimento del tronco nella parte bassa. La legatura poi consente di creare la struttura di base della chioma, distribuendo in modo coerente e naturale i rami. Le stagioni successive serviranno per formare la ramificazione fine ed ottenere l’infittimento adeguato.

Mugo Pine from raw material (part 1)

Questo Mugo è nel mio giardino da un paio d’anni, quando me lo portarono ero molto scettico sul fatto di poterci tirare fuori un Bonsai, con quei 2 rami grossi come pali, ma dopo 2 stagioni di libera vegetazione è arrivato il momento di metterci mano e di valorizzare le sue potenzialità.

Per creare la conicità i due grossi rami vengono trasformati in parti di legno secco e la chioma sarà costruita tutta con il ramo più sottile.