Mekiri su Pinus Nigra

Sono alcuni anni che sto coltivando questo esemplare yamadori di Pino nero italiano (Pinus Nigra) applicando regolarmente le tecniche giapponesi che si usano sui pinoi giapponesi (thunbergii e densiflora) ma adattate alla diversa vigoria del Pinus nigra.

Ho iniziato a coltivarlo nel 2014 ed in questi 5 anni gli interventi sono stati mirati a produrre la ramificazione secondaria e terziaria, inizialmente ogni ramo terminava con 2 / 3 gemme come avviene spesso con gli yamadori. L’applicazione delle tecniche di potatura corrette serve invece a produrre una ramificazione ravvicinata e ben suddivisa propria di un bonsai di pregio.

Stato della ramificazione nell’aprile 2014:

In questi 5 anni i rami si sono molto ramificati ma anche quest’anno è necessario applicare il Mekiri per bilanciare il vigore dei rami e ridistribuirlo sulle gemme più interne eliminando alla base i germogli più forti.

La pianta è ancora in formazione e presenta quindi un vigore molto sbilanciato sui vari germogli: quelli all’apice del ramo si sono allungati di 10-12 cm mentre quelli più interni solo di 1/3 cm a seconda dei rami. Il taglio dei germogli più forti consente di redistribuire il vigore sulle gemme interne e produrne di nuove nel punto del taglio.

La differenza di lunghezza è piuttosto evidente, ma all’interno dei rami vi sono molte gemme laterali prodotte dagli interventi applicati negli anni precedenti.

Si osserva bene la tipica forma appuntita della gemma del pino nero che in questo periodo è già perfettamente formata e riconoscibile, cosa che invece non avviene ancora nel Pino Thunbergii.

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Margotta su acero

La margotta è una tecnica utile per riprodurre o per migliorare materiali costruiti in campo. Nel caso di questo acero di produzione giapponese il tronco ha un movimento gradevole ma manca di conicità per cui ho deciso di abbassarlo ma margottando la parte superiore per recuperarla creando uno shoin.

Sull’acero ho sperimentato una buona radicazione anche applicando un vasetto con akadama invece di usare lo sfagno chiuso nella “caramella” di plastica.