Silvestre: Cambio del fronte e inclinazione (Scots pine: change front and inclination)

Quando ho acquistato questo bonsai di Silvestre la posizione scelta nel vaso non valorizzava al meglio le sue caratteristiche, ma [ bastato un cambio di inclinazione e qualche tirante per valorizzare il movimento armonioso del vecchio tronco.

Bending Larix’s trunk (Larice: piega sul tronco)

Prima piega sul tronco di Larice. Questo grosso larice yamadori, dopo alcuni anni dalla raccolta, ha sviluppato con vigore una buona ramificazione fine ed è pronto per la sua prima impostazione.

Però come spesso capita negli yamadori ci possono essere dei problemi di struttura che non si adatto alle forme bonsai. In questo caso, per esempio, la parte alta del tronco è totalmente dritta e rigida e contrasta in modo sgradevole col leggero movimento della parte bassa del tronco.
Quindi prima di impostarla è necessario correggere questo difetto del tronco per renderlo armonico e credibile con l’insieme.
Il problema di questi interventi non è tanto la piega, ma creare una piega armonica e non artificiosa che nel corso degli anni deve risultare totalmente naturale, senza che risulti visibile l’intervento dell’uomo. Per eseguirla il tronco è stato svuotato dell’anima legnosa seguendo le fibre del legno.
Dopo la prima piega se ne rende necessaria un’altra per correggere la direzione dell’apice che ora è quasi orizzontale (linea rossa) ma non vedo grossi problemi perché, avendo la metà del diametro del tronco già piegato, sarà più facile alzarlo e riportarlo verso sinistra.

L’apice va alzato e riportato sulla sinistra, curvando la parte dritta evidenziata dalla linea rossa.

Cattura

Vedi la fine della lavorazione (part 2)

Cleaning dead wood on mugo yamadori

Questo vecchio pino mugo, dopo diversi anni dalla raccolta dedicati al recupero di vigore post trapianto e alla formazione di un pane radicale ridotto, suddiviso e idoneo alla coltivazione in vaso bonsai, è ora pronto per il suo primo stadio di lavorazione per prepararlo alla futura forma Bonsai.

Come prima cosa è stata pulita e trattata l’ampia parte di legna secca.

Successivamente è stata scelta l’angolazione e il fronte migliore modellando la ramificazione primaria e secondaria per consentire la crescita delle nuove gemme nella giusta direzione ed esposizione.

In questo caso non ha senso eseguire una modellatura di dettaglio perché la ramificazione fine è scarsa, anzi deve ancora crescere pertanto anche gli aghi non sono stati puliti per consentire uno sviluppo col massimo vigore mirato alla formazione dei nuovi rametti fini che saranno pronti tra 1/2 anni.

 

 

Resyling Pino Mugo Kengai

Questo vecchio pino mugo fu impostato per la prima volta negli anni ’90 dal Maestro Suzuki, ora dopo più di vent’anni è arrivato il momento di rimodellarlo.

La pianta negli ultimi anni è stata lasciata libera di vegetare, questo è stato positivo per il suo vigore ma negativo per la vegetazione che è cresciuta principalmente sugli apici dei rami pertanto le gemme apicale si sono molto rinforzate mente quelle interne sempre più in ombra si sono indebolite fino a sparire in molti casi.

La chiamo è troppo folta ed impedisce allo sguardo di vedere il movimento del vecchio tronco e dei rami. La modellatura deve porre rimedio a questi problemi attraverso la pulizia degli aghi e la nuova disposizione dei rami che dovrà consentire uno sviluppo equilibrato di tutte le gemme, oltre a valorizzare e rendere visibile il movimento del tronco.

Un’altra correzione importante da fare è quella dell’inclinazione, ora la chioma è allo stessa livello orizzontale della parte secca sul tronco, per valorizzare la drammaticità dell’ambiente di crescita che ha formato questo tronco e per rendere più dinamico e forte la sensazione della cascata la pianta viene inclinata maggiormente in modo che l’apice sia più in basso rispetto alla parte alta e secca del tronco.

Prima e doopo.

Pino Mugo Kengai (thick trunk)

Questo vecchio Pino Mugo ha una lunga storia nella Scuola d’Arte Bonsai, fu infatti oggetto di una lavorazione da parte del Maestro Hideo Suzuki per la realizzazione di uno dei video didattici che volle realizzare a metà degli anni ’90 per spiegare lo stile Kengai (con tronco grosso) eseguendo la lavorazione di questo yamadori assieme al proprietario Bruno Mazza. La qualità delle foto è pessima perchè sono shot del video girato in VHS, ma la pianta è ben riconoscibile anche se il ramo più basso è stato tagliato perchè diventato nel tempo troppo lungo. Di recente ho acquistato questo esemplare da Bruno che lo ha sempre coltivato e mantenuto In questi trent’anni, dalla raccolta fino ad oggi. Negli ultimi anni la pianta è stata lasciata libera di vegetare e necessita ora di un nuovo restyling per proseguire la sua storia nella Scuola d’Arte Bonsai.

Prima di iniziare la modellatura la prima operazione è stata quella di pulire i margini degli ampi shari dalla corteccia ormai morta.

 

Workshop con Naoki

Per il 4° anno consecutivo ho avuto l’onore di partecipare al workshop con Naoki Maeoka. Anche quest’anno Naoki ha voluto dedicare queste giornate non solo insegnando e mostrando la sua tecnica ma anche spiegando la filosofia e la visione estetica che sta alla base delle scelte che si devono fare durante la modellatura. Su ogni pianta ha spiegato come scegliere il fronte migliore e la direzionalità della pianta, sulla base di quali criteri e perché preferiva una opzione rispetto ad un’altra. Come selezionare i rami e sulla base di cosa decidere quelli da eliminare e quelli no, sempre pensando al corretto sviluppo futuro della pianta e mai al risultato immediato. Sono state 2 giornate fantastiche in compagnia di amici ed in un posto speciale ormai pieno di bei ricordi ed emozioni profonde.