I miei maestri e la Scuola di Hamano

Il bonsai è una forma d’arte tradizionale giapponese che ha origini molto antiche ed i cui principi sono stati tramandati di generazione in generazione fino ai giorni nostri.

Questi principi sono frutto della cultura estetica e filosofica del Giappone tradizionale che a causa del suo isolamento storico, ha sviluppato una civiltà assolutamente tipica, unica al mondo ed indissolubilmente legata alla Natura.

Per chi vuole conoscere e praticare l’Arte Bonsai e’ imprescindibile comprendere la cultura giapponese ed i suoi ideali estetici e spirituali che sono totalmente diversi da quelli occidentali.

 

Molti di questi  concetti sono talmente estranei alla cultura occidentale che solo i Maestri giapponesi che li hanno a lungo studiati, vissuti e assimilati possono spiegarceli.

 

Grazie ai miei maestri ho potuto conoscere e studiare il vero spirito del Bonsai tradizionale giapponese che loro stessi hanno appreso dal loro maestro Motosuke Hamano nel giardino Toju-en. 

Sia Suzuki che Ando si sono formati alla scuola di Hamano e ci hanno trasmesso gli stessi insegnamenti ricevuti dal loro maestro, soprattutto sull’aspetto spirituale legato alla filosofia Zen oltre che su quelli tecnico/estetici.

hamano

“Chi pratica il vero bonsaido cerca la bellezza spirituale e la calma interiore, non ha nessun interesse perciò che è appariscente”. Keizo Ando.

 

Ad ogni lezione Ando ci raccontava aneddoti sulla scuola di Hamano e sulla filosofia del suo maestro di cui è stato assistente per 18 anni.

Scopo della scuola di Hamano era quello di formare nuovi Bonsaisti artisti, tramandano i segreti elaborati dagli antenati per creare bonsai artistici ed evocativi e non solo belli. 

 

Ando ho raccontato che il maestro Hamano era esageratamente severo, chi stava a gambe incrociate o parlava durante la lezione veniva cacciato, anche se erano persone importanti politici e banchieri, lui non guardava in faccia a nessuno. Voleva insegnare solo a chi era veramente interessato, chi lo faceva così per divertimento non resisteva. Secondo lui la tradizione andava trasmessa in modo molto rigido e meritava rispetto.

 “Qui non e’ un salotto non dovete parlare, io sto trasmettendo quello che so del bonsai” cosi diceva Hamano.

Non insegnava per i soldi ma per trasmettere la cultura bonsai solo a chi era davvero interessato, per evitare di farla scomparire. Negli anni cinquanta fu il primo in Giappone ad aprire una scuola, contro il volere degli altri maestri   che volevano proteggere il mestiere e il loro monopolio.

Allora infatti le tecniche rimanevano segrete, nulla veniva insegnato e diffuso se non alle poche persone che ereditavano i giardini o che vi lavoravano, ma Hamano penso’ che in tal modo, finiti i pochi maestri di allora, la cultura del bonsai tradizionale sarebbe potuta scomparire.

Fu il primo ad aprire una scuola di Bonsai che ebbe poi grande successo, ma all’inizio fu fortemente ostacolato e boicottato da tutti gli altri professionisti dell’epoca. 

 

Dobbiamo essere molto grati a questo Maestro che ha trasmesso le sue conoscenze ed ha così permesso di farle arrivare fino a noi tramite i suoi allievi che sono venuti ad insegnare in Italia.

Hamano diceva: “Il bonsai Va praticato per sé stessi, per goderne per conto proprio, non per andare ai concorsi e vantarsi con gli altri. Il vero bonsaido non e’ comprare piante grosse per mettersi in mostra, ma coltivare piante dall’inizio, da seme e  talea e goderne lo sviluppo nel tempo.” Keizo Ando.

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