Pine’s spring pruning (potatura primaverile)

Con l’arrivo della primavera la natura si risveglia e tutte le piante iniziano il nuovo ciclo vegetativo di crescita per formare nuovi rami e foglie per l’anno successivo.

I pini sviluppano questa crescita in modo particolare: gonfiano le gemme, allungano le candele che poi si trasformano in germogli generando i nuovi aghi.

Nella coltivazione Bonsai la conoscenza di questo processo e del momento giusto per effettuare la potatura primaverile è fondamentale per:

  1. Bilanciare il vigore contrastando la dominanza apicale: fermando le candele più forti a favore di quelle più deboli;
  2. Contenere la crescita producendo ramificazioni fini e suddivise vicine al tronco;
  3. Ottenere nel tempo una ramificazione matura con spessori e vigore uniforme su tutta la chioma.

A seconda delle diverse specie di pino variano i tempi e le modalità di intervento, eccone alcuni:

Pino Silvestre:

Pino Mugo:

Pino Nero:

Pino Rosso (Densiflora):

Pinus Nigra (austriaca) 2014-2020

Ho iniziato il lavoro su questo pino nell’Aprile del 2014 dopo averlo acquistato in un mercato. Era uno yamadori in ciotola con un bel tronco ma i rami erano appena abbozzati, con poche gemme solo in apice ma ben distribuiti. Lo impostai subito per permettere una crescita nelle giuste direzioni. Nel 2015 ho fatto il primo rinvaso e negli anni a seguire l’ho coltivato con le tecniche giapponesi (mekiri /tambaoo) che si usano sui pini neri giapponesi (var. thunbergii) sperimentando un’ottima risposta anche sul pino nero europeo.
Lo scopo di questi anni di coltivazione è stato quello di creare una ramificazione suddivisa ed arretrata rimandando la rifinitura di dettaglio che ho fatto oggi dopo 6 anni dall’inizio del percorso.
La qualità di un Bonsai non dipende solo dal tronco ma anche dalla qualità della ramificazione che deve essere naturale, coerente e la si ottiene col tempo e non con degli artifici fatti di serpentine o giri innaturali dei rami.

Prima fase di sviluppo 2014-2019:

2020: Pulizia degli aghi e 2° modellatura.

Dettaglio dello sviluppo del primo ramo (sashieda):
le 8 gemme del 2014 (si possono contare nella foto) sono diventate 60 nel 2020, mi sono preso la briga di contarle per curiosità.

Taxus cuspidata 2° step

Dopo il primo step del 2017 è arrivato il momento del restyling. (2017 prima e dopo la prima lavorazione).

Nel corso di questi anni la chioma è stata gradualmente avvicinata al jin (tirantando gradualmente il tronco il tronco) perchè erano troppo separati e visivamente slegati. Questo avvicinamento però ha modificato completamente la posizione della chioma e dei rami richiedendo perciò un cambio di inclinazione che è stato effettuato col rinvaso del 2020.

Questa nuova inclinazione ha reso molto più dinamico il tronco ed ha armonizzato molto la forma d’insieme rendendo la chioma ed il tronco secco un tutt’uno e non più due entità separate. Le masse vegetative sono poi state riposizionate di conseguenza.

Carpini da campo (Carpinus from field)

La coltivazione in campo è il metodo più rapido per creare un Bonsai da una pianta giovane, ma bisogna considerare che l’ingrossamento del tronco e dei rami avviene solo col forte l’allungamento degli stessi.

Promuovendo questa veloce crescita però bisogna operare delle capitozzature periodiche e mirate per evitare il rischio di perdere CONICITA’ che è una caratteristica fondamentale di un bonsai e dei suoi rami.

Questi 2 Carpini bianchi erano piante da vivaio che dopo 5 anni in campo per l’ingrossamento del tronco e 2 in ciotola ora sono stati rinvasati in un contenitore basso e iniziano la fase di formazione della ramificazione secondaria e terziaria.

 

Repot Mugo Kengai (Rinvaso)

Rinvaso impegnativo ma assolutamente necessario dopo troppi anni senza interventi sulle radici da parte del precedente proprietario. Per mantenere l’assetto e l’inclinazione voluta è utile usare un pezzo di filo come ‘pendolo per mantenere la verticale.

In autunno quando ho impostato questo Mugo ho deciso di aumentare l’inclinazione per esprimere al meglio la drammaticità dello stile Kengai e mettere in risalto il vecchio tronco possente. Inizialmente la chioma era esattamente alla stessa altezza del tronco (in linea orizzontale) rendendo statica e poco dinamica la forma.

Il rinvaso ha consentito di riposizionare nello stesso vaso la pianta con la nuova inclinazione, oltre ovviamente a rinnovare il terreno accorciando le radici troppo lunghe che ormai avevano completamente costipato tutti gli interstizi all’interno del vaso.