Mugo: Cleaning dead wood.

Per questo vecchio Pino mugo che ho da circa un anno è arrivato il momento della ristrutturazione ma prima di mettere mano ai rami è necessario pulire il legno secco e trattarlo con liquido jin in modo da preservarlo nel tempo.

Alcune zone secche erano ancora coperte di corteccia, pertanto è stato necessario rimuoverla accuratamente fino al margine della vena viva.

 

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Mekiri su Pinus Thunbergii

Essendo questa una pianta in formazione il vigore dei nuovi germogli è molto sbilanciato per questo motivo l’intervento è stato suddiviso in 3 step cominciando prima col taglio dei germogli più deboli, dopo 1 settimana ho tagliato quelli medi e dopo 2 settimane ho eliminato i germogli più forti.

Questa diluizione nel tempo dei tagli (2 settimane tra il primo e l’ultimo taglio) genera un ritardo nello sviluppo delle nuove gemme che consente di riequilibrarne la forza e la lunghezza.

1° step: 08/07 – Taglio dei germogli deboli:

2° step: 15/07 – Taglio dei germogli medi e modellatura dei rami bassi:

3° step: 22/07 – Taglio dei germogli forti e modellatura completa dei rami:

Risultato della lavorazione che terminerà in autunno con il taglio degli aghi vecchi e lunghi lasciando (quasi) solamente i nuovi aghi corti su una ramificazione correttamente strutturata. Passaggio da un materiale grezzo ad un bonsai.

Margotta su radici di Carpino

Il nebari è una parte essenziale per un Bonsai, non può mancare o essere difettoso ed essendo una parte che si forma fin dalla nascita della pianta è molto difficile correggerlo o crearlo se manca.

In questo caso però visto che le radici sono aeree, la margotta è la tecnica che può aiutare a correggere il brutto piede di questo Carpino. Scortecciando ogni radice come se fosse il tronco principale si produrrà l’emissione di nuove radici fini

 

Mekiri su Pinus Nigra

Sono alcuni anni che sto coltivando questo esemplare yamadori di Pino nero italiano (Pinus Nigra) applicando regolarmente le tecniche giapponesi che si usano sui pinoi giapponesi (thunbergii e densiflora) ma adattate alla diversa vigoria del Pinus nigra.

Ho iniziato a coltivarlo nel 2014 ed in questi 5 anni gli interventi sono stati mirati a produrre la ramificazione secondaria e terziaria, inizialmente ogni ramo terminava con 2 / 3 gemme come avviene spesso con gli yamadori. L’applicazione delle tecniche di potatura corrette serve invece a produrre una ramificazione ravvicinata e ben suddivisa propria di un bonsai di pregio.

Stato della ramificazione nell’aprile 2014:

In questi 5 anni i rami si sono molto ramificati ma anche quest’anno è necessario applicare il Mekiri per bilanciare il vigore dei rami e ridistribuirlo sulle gemme più interne eliminando alla base i germogli più forti.

La pianta è ancora in formazione e presenta quindi un vigore molto sbilanciato sui vari germogli: quelli all’apice del ramo si sono allungati di 10-12 cm mentre quelli più interni solo di 1/3 cm a seconda dei rami. Il taglio dei germogli più forti consente di redistribuire il vigore sulle gemme interne e produrne di nuove nel punto del taglio.

La differenza di lunghezza è piuttosto evidente, ma all’interno dei rami vi sono molte gemme laterali prodotte dagli interventi applicati negli anni precedenti.

Si osserva bene la tipica forma appuntita della gemma del pino nero che in questo periodo è già perfettamente formata e riconoscibile, cosa che invece non avviene ancora nel Pino Thunbergii.

Margotta su acero

La margotta è una tecnica utile per riprodurre o per migliorare materiali costruiti in campo. Nel caso di questo acero di produzione giapponese il tronco ha un movimento gradevole ma manca di conicità per cui ho deciso di abbassarlo ma margottando la parte superiore per recuperarla creando uno shoin.

Sull’acero ho sperimentato una buona radicazione anche applicando un vasetto con akadama invece di usare lo sfagno chiuso nella “caramella” di plastica.