Potatura Acero palmato (yamamomiji)

L’acero in Giappone è considerato una essenza femminile per la delicatezza della ramificazione, la corteccia liscia e l’armonia delle forme. Per esprimere questa armonia bisogna controllare attentamente la distribuzione, la posizione e la forma dei rami che devono essere sottili e proporzionati al tronco.

In questo esemplare formato in Giappone è stato necessario correggere alcuni difetti eliminando un ramo che cresceva alla stessa altezza di un altro ed un ramo tozzo e grosso nella parte alta.

 

 

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Mugo yamadori bunjin-fu

Mugo yamadori bunjin-fu. Dopo alcune stagioni di attecchimento è stato eliminato (trasformandolo in Jin) il ramo grosso e sproporzionato rispetto alla dimensione del tronco. In questo modo è stata migliorata l’armoniosa conicità del tronco.

Paolo ha così sperimentato la tecnica per lavorare il legno secco a strappo rifinendo poi la superficie col bruciatore ed applicando infine il liquido Jin.

Pino Silvestre (Scots pine): first step

La trasformazione di una pianta in un Bonsai richiede molti anni e diversi step di evoluzione che se affrontati correttamente e nei tempi giusti consento di arrivare ai risultati prefissati.

Questo Pino Silvestre di origine yamadori ha superato da diversi anni la fase della raccolta vegetando vigorosamente nella passata stagione ed è giunto il momento di effettuare una prima modellatura per conferire al tronco ed ai rami una forma ed una posizione adatta alla futura crescita come bonsai.

E’ una pianta alta e slanciata pertanto verrà valorizzata modellandola in stile Bunjinfu (tipo Bunjin). La parte bassa ha alcune curve interessanti mentre la parte alta è piuttosto sgraziata e tozza per cui è stato necessario conferire armonia al movimento del tronco nella parte alta creando curve che si stringono via via che si sale in altezza.

Mugo Pine from raw material (part 2)

Dopo aver sgrossato le parti secche a strappo ed a scalpello, vengono rifinite a fresa per creare maggior profondità in alcuni punti.

Utilizzando un bruciatore la superficie del legno viene bruciata per eliminare i segni di lavorazione e conferire un aspetto invecchiato e consumato dal tempo.

Ora si può iniziare a modellare i rami. La parte più difficile su questi materiali è riuscire a conferire curve su rami dritti che devono armonizzarsi con il movimento del tronco nella parte bassa. La legatura poi consente di creare la struttura di base della chioma, distribuendo in modo coerente e naturale i rami. Le stagioni successive serviranno per formare la ramificazione fine ed ottenere l’infittimento adeguato.

Mugo Pine from raw material (part 1)

Questo Mugo è nel mio giardino da un paio d’anni, quando me lo portarono ero molto scettico sul fatto di poterci tirare fuori un Bonsai, con quei 2 rami grossi come pali, ma dopo 2 stagioni di libera vegetazione è arrivato il momento di metterci mano e di valorizzare le sue potenzialità.

Per creare la conicità i due grossi rami vengono trasformati in parti di legno secco e la chioma sarà costruita tutta con il ramo più sottile.

Riduzione degli aghi su pino nero

Il pino nero giapponese ‘Kuromatsu’ (Pinus Thunbergii) è una delle varietà tipiche del bonsai giapponese, ma presentando un ago molto lungo, per essere mantenuto in forma bonsai richiede l’applicazione di una tecnica specifica finalizzata alla riduzione dell’ago.

Tale tecnica denominata Tambaoo si basa sul taglio estivo del germoglio (mekiri) che stimola l’emissione di una seconda vegetazione. Le foto documentano l’intervento  effettuato su questo pino nero (da giugno a Novembre).

Stato della vegetazione a fine Giugno 2018 e taglio dei nuovi germogli:

Stato delle nuove gemme al 04 agosto 2018:

Stato della seconda vegetazione al 31 ottobre 2018 e pulizia degli aghi vecchi, ora è pronto per la legatura.